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L’archivio universitario

L’archivio dello Studio di Catania nei primi secoli della sua storia fu di fatto un archivio federato: poiché lo Studio non aveva personalità giuridica ed era governato dal Comune di Catania per la parte pubblica, ma anche dal Vescovo della diocesi etnea che era il titolare della carica rappresentativa di vertice (il Gran Cancelliere dello Studio), i documenti relativi alle attività universitarie si formavano e si raccoglievano presso le rispettive sedi istituzionali. La parte maggiore era nell’archivio comunale, perché il Comune si occupava di tutte le attività gestionali: purtroppo l’archivio storico comunale è stato arso in un incendio doloso nel 1944. Rimangono per fortuna i documenti conservati presso l’archivio storico della Curia arcivescovile, costituiti nella quasi totalità dalle registrazioni delle lauree (1449-1779).

Solo nel 1765, effetto dei venti di riforma del secolo e del compimento della costruzione della Casa dello Studio, l’attuale Palazzo Centrale in piazza dell’Università, il vicerè Giovanni Fogliani ordinò di raccogliervi “tutti i libri e scritture alla medesima Casa appartenenti e che vi restino ben ordinati chiusi custoditi colle dovute cautele ed esposti al pubblico servizio”.

Nella riforma del 1779 venne introdotta fra gli ufficiali dello Studio la nuova figura dell’archivario “acciò conservi tutte le carte e scritture dell’Università in una stanza nella Casa delli Studij, coll’obbligo di tenerle ben coordinate”.

L’archivio storico quale sezione separata dell’archivio generale universitario nacque solo nel 1896, quando Vincenzo Casagrandi, professore di storia antica, venne incaricato di raccogliere le antiche carte, pubblicandone quindi l’inventario (1897).

Il lavoro di Casagrandi produsse una musealizzazione del fondo storico da lui individuato, fermo al 1885 circa e ciò nonostante identificato come “l’archivio storico” dell’Ateneo per un intero secolo. Ne derivò la paradossale conseguenza che il resto dell’archivio rimase separato, accumulandosi in luoghi diversi e spesso in modi incontrollati. Solo dal 1998, grazie al Progetto coordinato Catania-Lecce, l’archivio storico è stato aggiornato, con un incremento esponenziale della documentazione censita e inventariata con sistemi informatizzati. L’allestimento di una nuova e degna sede presso il Palazzo Centrale universitario, e soprattutto l’istituzione di una struttura dedicata, l’Archivio Centrale e Storico di Ateneo, hanno consentito di gestire e valorizzare l’archivio, col servizio di sala studio nonché di reference per l’Amministrazione, la promozione di mostre e pubblicazioni etc. Infine, per la prima volta, dal 1998 è stata tentata e in parte realizzata la gestione unitaria dell’intero archivio universitario. In tale ottica, si sono acquisiti nuovi depositi, ed è stato attivato il servizio di protocollo e gestione documentale.